aprile 27, 2018
| Login
RCI Centrale Sezione Flat e Altri Sezione Golden Sezione Labrador

Il respiro del cane - di Paolo Tommasi

  I cani comunicano con noi in molti modi: abbaiano, uggiolano, ringhiano, guaiscono, muovono il corpo, la coda e gli occhi per trasmetterci i loro stati d'animo o i loro desideri.

  Ma c'è un altro suono, che non serve per comunicare, ma che per me ha un senso. E' il suono del respiro del cane.

  Di notte Cick, il retriever giallo di mio figlio, dorme sul letto accanto a me, il mio Gunny, anche lui un retriever ma di colore nero, riposa in terra, su di un cuscino, vicino alla mia testa. Doctor Livingstone, il cucciolo di cocker spaniel di mia moglie, che ancora non è completamente addestrato, dorme invece nel suo trasportino dall'altro lato della camera.

  Nella quiete e nell'oscurità, i suoni si amplificano. Posso sentire il basso, lento respiro del grande cane nero, quello breve del cucciolo, che ogni tanto uggiola sognando, e il cane giallo, più anziano, che occasionalmente tira su col naso e russa.

  Questi suoni delicati non sono soltanto parte del linguaggio della natura, ma anche un segno di sicurezza e di conforto, la narrazione dell'eterno patto del cane con l'uomo che si perde nella notte dei tempi.

  Io sono qui, con te -dice il respiro del cane- affronteremo la vita insieme. Non c'è bestia o intruso che possa assalirti senza essere scoperto perché io ci sono, rappresento i tuoi occhi e le tue orecchie.

  Non ti verrà fatto alcun male finché ti starò sempre al fianco per metterti in guardia e, se sarà necessario, per difenderti. Domani andremo a caccia insieme. Ci sdraieremo al sole insieme. Lavoreremo insieme. Esploreremo il mondo insieme. Rideremo insieme. Giocheremo insieme, anche se non siamo più bambini. Se la fortuna ti volterà le spalle, e soffrirai, io ti conforterò.

  Non sarai mai più solo, te lo prometto. Sono il tuo cane, e ti canterò questa promessa, te la sussurrerò di notte, ogni notte, con il mio respiro.

  Nel mio cuore so che se anche il linguaggio del mio cane fosse così limitato da non poter inviare che quest'unico e solo messaggio, sarebbe comunque sufficiente.

Liberamente tratto da "Capire il linguaggio dei cani" di S. Coren