ottobre 16, 2018
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RCI Centrale Sezione Flat e Altri Sezione Golden Sezione Labrador

Casa dolce casa - di Laura Sgorbati Buosi
  Sì, devo ammetterlo: finora siamo stati molto fortunati. E mi spiego. Nei condomini in cui abbiamo abitato i nostri tre cani sono sempre stati bene accetti. Ovvio, qualche piccolo contrattempo c'è stato, magari quando, dopo una giornata di "lavoro" in campagna, abbiamo preso l'ascensore di casa e poi non ho pensato di pulirlo per bene. Devo anche aggiungere che a una mia cagna in particolare piace rotolarsi nel fango per rivoltolarsi poi nel terriccio più asciutto a mo' di cotoletta. Allora mi veniva riferito magari del mugugno della solita coinquilina rompiscatole, ma niente più. Io stavo un po' più attenta. I miei cani continuavano a destare grande simpatia.
  Ma veniamo al dunque. Alla fine dell'anno ci scade il contratto di locazione e per non ingrassare ulteriormente il padrone di casa decidiamo di acquistare un appartamento, dando fondo ai risparmi di una vita. Dopo lunghe ricerche troviamo quanto fa al caso nostro. Una volta fissato il prezzo e le altre condizioni, ci abbandoniamo a quattro chiacchiere con il venditore. Quando ormai stiamo per stringerci la mano e per stendere la proposta d'acquisto pongo l'ultima domanda, quasi un pro forma: "Ah, senta, noi abbiamo tre cani. Non sarà un problema per il condominio?" Lui ci gela con aria candida: "Lo sarebbe sì, il regolamento vieta il possesso di qualunque animale".
  Vi lascio immaginare lo sconcerto mio e di mio marito. E pensate alla faccia terrea dell'agente immobiliare che si vedeva sfumare sotto gli occhi la provvigione. Nello smarrimento generale, ci lasciamo con l'impegno reciproco di valutare bene la situazione e trovare una eventuale via d'uscita.
  La ricerca è stata lunga ma la risposta definitiva ce l'hanno fornita internet, l'ENPA e un avvocato civilista. Ebbene, quando - come nel nostro caso - il regolamento è "contrattuale", ovvero è stato firmato da tutti i proprietari al momento di nascita del condominio, allora diventa vincolante e non è modificabile se non con una decisione presa all'unanimità (cioè da tutti i proprietari nessuno escluso: non basta la maggioranza semplice delle normali assemblee).
  Quindi: o si cambia regolamento o il divieto vale. Forse si potrebbe ricorrere in giudizio, anche perché i miei cani, tre Labrador, sono silenziosi e non hanno mai recato disturbo né causato danni. Ma a questo punto io e mio marito ci siamo guardati in faccia e abbiamo pensato: vale la pena, dopo aver sborsato una somma più che considerevole, iniziare una convivenza con persone che vedono i cani come il fumo negli occhi? (Tra l'altro, in passato, questa brava gente aveva intentato causa contro un condomino colpevole di tenere un cagnolino.)
  Lascio a voi la risposta. Nel frattempo i miei tre tesori sono impegnati a disfare le valigie: ciotole e cucce sono tornate al loro posto. Peccato, su quella casa avevano già fatto un pensierino anche loro...